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  • 3 giorni di trekking nelle valli selvagge di Aosta senza mappa

    Immersa nelle Alpi italiane, la Valle d'Aosta è un sogno per gli escursionisti in cerca di solitudine e della bellezza selvaggia della montagna. Sono partito per tre giorni di esplorazione spontanea, affidandomi solo ai segnali, all'istinto e ai consigli locali, lasciando la mappa a casa. Quello che è seguito è stato un viaggio indimenticabile attraverso valli selvagge, passi alpini nascosti e momenti di inaspettata connessione con il paesaggio e le persone che lo abitano.

    Fidarsi del sentiero nel cuore delle Alpi italiane

    La mia avventura è iniziata nel piccolo villaggio di Etroubles, incastonato lungo l'antica Via Francigena. Con solo uno zaino, degli spuntini da viaggio e un piano di viaggio approssimativo, ho seguito un sentiero che si snodava tra boschi di larici e prati silenziosi in direzione del Colle del Gran San Bernardo. Senza una mappa, ogni bivio del sentiero diventava un punto di decisione, guidato dai segnavia, dalla sensibilità del terreno e dalle chiacchiere con i pastori o gli escursionisti di passaggio. Il primo giorno mi ha portato verso gli alpeggi di Saint-Rhémy-en-Bosses, dove antiche baite in pietra e stambecchi al pascolo mi offrivano una silenziosa compagnia. Il sentiero saliva costantemente, rivelando infine una vista panoramica sul Massiccio del Monte Bianco all'orizzonte. Quella notte, ho campeggiato all'aperto vicino a un ruscello glaciale, nascosto tra massi ed erbe alpine. La temperatura è scesa rapidamente, ma la vista delle stelle sopra le cime ha ripagato il freddo. Il secondo giorno è stato più impegnativo. Una ripida discesa in una valle boscosa mi ha portato al remoto villaggio di Oyace, dove ho fatto scorta di pane e formaggio da una cooperativa locale. Da lì, ho seguito un sentiero poco evidente che saliva verso il Lago di Place-Moulin. Ho chiesto indicazioni a un contadino in un italiano stentato, e lui mi ha fatto cenno di proseguire con un sorriso e qualche gesto della mano. Verso sera ho raggiunto il lago, la cui superficie turchese rifletteva le cime innevate circostanti. Il campeggio era rudimentale ma panoramico, e ho bagnato le gambe stanche nelle acque glaciali prima di cucinare un pasto semplice. Il terzo giorno mi ha portato nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il percorso non era ovvio, ma i cartelli contrassegnati con vernice gialla e gli ometti di pietra mi hanno aiutato a orientarmi. Ho superato branchi di camosci e ho visto marmotte correre veloci sui ghiaioni aperti. Il sentiero si è infine aperto in un'ampia valle sospesa con fiori selvatici e cascate: uno di quei luoghi magici che sembrano inesplorati, anche se non lo sono. Un temporale è arrivato poco dopo mezzogiorno, così mi sono riparato sotto uno strapiombo di roccia prima di scendere verso il villaggio di Cogne, dove il mio viaggio si sarebbe concluso. Pur non avendo un piano dettagliato, tutto si è allineato grazie all'incredibile rete sentieristica e alla gentilezza degli sconosciuti. La Valle d'Aosta si è rivelata ideale per questo tipo di escursionismo spontaneo: percorsi ben segnalati, terreno relativamente sicuro e una forte cultura montana che sostiene e accoglie i viaggiatori. Crion.org mi aveva aiutato a trovare una guida locale prima del viaggio per discutere le basi della sicurezza e i contatti di emergenza, il che mi ha dato la sicurezza di viaggiare senza GPS o mappe cartacee. Per chi sta valutando un'esperienza simile, consiglio di portare una bussola, conoscere alcune frasi chiave in italiano e fidarsi del proprio istinto. Andare senza mappa non significa partire senza preparazione, significa aprirsi all'imprevisto, a deviazioni e scoperte che nessun itinerario potrebbe prevedere. Le valli selvagge di Aosta mi hanno dato esattamente questo: libertà, sfida e un nuovo apprezzamento per la navigazione sia sul territorio che su me stesso, senza la necessità di controllare ogni passo.

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